LE RELAZIONI MENTE-CORPO

LE RELAZIONI MENTE-CORPO

relazioni mente-corpoIntrodurre il tema della relazioni mente-corpo significa entrare in un campo molto ampio, eterogeneo e che suscita solitamente molto interesse da parte di chi si occupa di questa materia. Questa relazione, partendo dalla classica visione dell’Uomo come costituito dalle tre parti corpo – anima (psiche) – spirito, può essere oggetto di letture che comprendono diversi livelli.

Da alcuni millenni se ne occupano già la medicina cinese e la medicina indiana con il sistema dei chakra; questo per sottolineare come in maniera empirica da tempo gli uomini pensano che l’uomo sia un’entità unica.

Attualmente la disciplina che si occupa delle relazioni mente-corpo, cercando di proporla secondo un modello che sia il più scientifico possibile basato su dati certi è la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI).

L’integrazione nel corpo dei diversi sistemi e la loro comunicazione

Psico – si fa riferimento alla mente con tutte le sue parti e i suoi meccanismi tra cui i comportamenti, le emozioni, la coscienza di sé, …

Neuro – il sistema nervoso (formato da sistema nervoso centrale e sistema nervoso periferico) è l’interfaccia tra mente e corpo, dove certamente il primo destinatario dell’attività psichica è il cervello, specificando il presupposto che il cervello non è la nostra mente.

Endocrino – il sistema degli ormoni e di molte altre sostanze circolanti che costituiscono il linguaggio interno principale del corpo per comunicare tra le sue varie parti, che può raggiungere in maniera diretta praticamente ogni singola cellula del corpo.

Immunologia – il sistema immunitario che ha certamente la principale attività di difenderci dagli organismi patogeni è ormai appurato che abbia un ruolo nella regolazione di molti processi corporei, tra cui la mediazione dell’infiammazione.

Questi sistemi sono tra loro integrati e il loro funzionamento è sinergico, al fine di portare a quello stato dinamico di equilibrio interno che è l’ALLOSTASI.

I processi mentali sono in grado di attivare il cervello (nelle sue diverse aree cerebrali) che è connesso al corpo attraverso il sistema nervoso periferico (suddiviso in somatico e neurovegetativo). 

Il sistema neurovegetativo regola le diverse funzioni interne, tra cui il funzionamento degli organi come cuore, polmoni, fegato, pancreas, … oltreché essere in grado di attivare il sistema immunitario attraverso l’accensione e lo spegnimento dei processi infiammatori.

Il sistema immunitario allo stesso modo, se in stato di salute garantisce il buon funzionamento di tutto l’organismo e delle funzioni ad esso collegate; viceversa può essere alla base di malesseri e patologie propriamente dette.

La relazione tra i diversi sistemi corporei: psiche – sistema nervoso – sistema immunitario e sistema endocrino

Le cellule del sistema nervoso, così come quelle del sistema immunitario possono produrre sostanze  specifiche che una volta rilasciate inviano segnali precisi: ormoni (adrenalina, prolattina, cortisolo, …) citochine (IL-1, IL-6, tnf-α, …) neurotrasmettitori (glutammato, serotonina, dopamina, …) che muovendosi nel torrente circolatorio modificano il comportamento delle cellule. Sono queste le “parole” dell’organismo, costituite biochimicamente da singoli aminoacidi o da brevi catene di essi, che possono muoversi in senso bilaterale, ossia dal sistema nervoso verso il sistema immunitario e viceversa. 

Il ruolo centrale dello stress

Avendo brevemente chiarito la comunicazione interna caratteristica delle relazioni mente-corpo, si può fare ora un passo indietro ai primi decenni del secolo XX con Sigmund Freud che dà origine alla medicina psicosomatica, che negli USA entrerà in dialogo con le ricerche di Walter Cannon e Hans Selye sullo stress.

Selye negli anni ‘30 dimostrò che non solo un batterio o una tossina potevano attivare l’asse dello stress, bensì anche uno stimolo di tipo psicologico, come per esempio (considerando gli animali) la visione di un predatore o lo stare in una gabbia stretta!

Nell’uomo valgono gli stessi meccanismi, dove pensieri ed emozioni possono attivare tutta la reazione dell’asse dello stress, con un risvolto sull’intero organismo, proprio in virtù del fatto che le molecole rilasciate in risposta ad un evento stressante, coinvolgono poi in maniera sistemica il corpo nella sua interezza, con risposte differenti in ciascun organo.

Lo stress mantenuto a lungo, porta in particolare a cambiamenti nel cervello, squilibra il sistema immunitario, influenza il rilascio ormonale e il metabolismo.

Ogni giorno ciascun individuo è esposto, fin dalla nascita, ad eventi che sono potenzialmente stressanti, ma che permettono altresì la crescita e l’evoluzione. Ciò che conta degli eventi non è il fatto che siano stressanti in senso assoluto, ma il fatto che un individuo li percepisca come tali. Questa è la principale differenza che scatena stress nel corpo!

È naturale considerare alcuni eventi più stressanti di altri come per esempio un lutto o un trauma emotivo intenso, tuttavia altri eventi apparentemente meno intensi possono essere percepiti come fortemente stressanti già fin dai primi mesi di vita, come è nel caso della carenza di affetto nei neonati (gli effetti sono ben documentati nella letteratura scientifica).

Nell’approccio ad una persona con problemi o difficoltà, siano essi grandi o piccoli è necessario considerare queste relazioni e farle rientrare in maniera integrata nel processo di evoluzione della persona stessa.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Bottaccioli F, Bottaccioli AG – “Psiconeuroendocrinoimmunologia  e scienza della cura integrata” – edra edizioni 2017

Butler D, Moseley L – “Explain Pain” – NOIgroup publications 2003

Selye, H – “Stress without distress” – J. B. Lippincott, Philadelphia 1974

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