LA GESTIONE DEL DOLORE SENZA FARMACI

LA GESTIONE DEL DOLORE

Il dolore è definibile come un’esperienza, certamente spiacevole composta da una componente biologica (presenza di infiammazione, alterazione della propria enterocezione, attivazione del sistema immunitario) e da una componente esperienziale e comportamentale (catastrofizzazione, rimuginio, depressione, disabilità fisica).

Nella gestione del dolore, soprattutto quello di tipo cronico, è possibile e auspicabile fare una valutazione che indaghi

  • parametri biologici, come tipo di dolore, assetto nutrizionale, stato infiammatorio, ritmi del sonno
  • parametri psicologici come comportamenti, pensieri disfunzionali, caratteristiche caratteriali
  • parametri sociali quali il tipo di lavoro con l’eventuale presenza di turni, precariato, povertà, disoccupazione, relazione con amici e partner, …

Per migliorare questa situazione costituita da diversi elementi, la parola chiave è RESILIENZA. Quest’ultima, in scienza dei materiali è la capacità dei materiali di resistere agli urti senza spezzarsi. Applicato all’uomo questo concetto si può dire che sia la capacità di accettazione di una situazione, anche difficile, e partendo da essa mettere in atto una serie di strategie, al fine di migliorare il proprio stato e riportarsi verso uno stato di benessere globale (il vero concetto di salute così come è concepito dall’OMS).
Per riuscire a rispondere a questo principio esteso di salute, si propone un sistema di cura che non risponda al semplice concetto causa-effetto, bensì un concetto di medicina che sia integrata e personalizzata.

Il riferimento con gli autori dell’articolo su “dolore cronico e medicina integrata”

In un recente studio del 2017 pubblicato sul British Medical Journal, per la gestione del dolore cronico si propone una medicina che affianca quella “tradizionale allopatica”, con una serie di approcci:
• sistemi di cura olistici come la medicina tradizionale cinese, l’Ayurveda, la naturopatia
• tecniche “mente-corpo” come lo Yoga, la meditazione, la mindfulness, il rilassamento, il tai-chi, la musico-terapia, la preghiera
• tecniche manuali come il tui-na, il massaggio, la terapia manuale, tecniche osteopatiche
• integrazione funzionale e dieta, apportando il corretto livello dei principi nutrizionali, integratori naturali

Le strategie nutrizionali sono importanti al fine di ridurre il dolore: è importante favorire il calo ponderale, un regime dietetico che tenga conto anche dei ritmi personali, l’assunzione di cibi antinfiammatori come salmone, olio d’oliva, frutta secca oleosa. In generale si può dire che una “vera” dieta mediterranea ha un grosso potere antinfiammatorio.

La verdura e la frutta sono fondamentali per il benessere e possono aiutare nella gestione del dolore

L’attività fisica: essa in presenza di dolore cronico può aggravare il dolore. È per questo che è importante la consapevolezza corporea (INTEROCEZIONE): essa è un concetto che racchiude la capacità di “sentire e ascoltare” il proprio corpo, non solo con il suo dolore ma anche e soprattutto con le sensazioni fisiche ed emotive che istante per istante ci dona, a seconda anche della situazione in cui ci si trova.
A questo proposito diverse tecniche vengono in aiuto: lo yoga, il metodo Feldenkrais, il tai-chi che stimolano la consapevolezza dall’interno, attraverso l’esperienza del movimento e sono in grado di riconnettere il cervello con le sensazioni corporee. In questo modo si è in grado di eseguire movimenti che non siano “standard”, bensì siano personalizzati e quindi adatti alla propria personale condizione fisica.

Per concludere:

« La medicina scientifica integrata non è una disciplina o un metodo, bensì un modo di pensare che applica concetti sistemici per comprendere fisiologia e patologia, fornendo un modello di riferimento per comprendere la complessità delle sollecitazioni cui è sottoposto il nostro organismo e, conseguentemente, sviluppare nuovi trattamenti fondati su complessità e dinamismo »
                                                                                                                                        Goldstein 2013

 

Articolo redatto sulla base dell’intervento di Chiara d.ssa Cusa in data 13 ottobre 2017 durante l’evento “Dolore: istruzioni per il non uso – 2 edizione” tenutosi a Cermenate (CO)

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