L’OSTEOPOROSI E LA SUA GESTIONE

L’OSTEOPOROSI E LA SUA GESTIONE

Ai fini di capire meglio cosa sia l’osteoporosi e cosa possiamo fare per combatterla e conviverci meglio, è fondamentale introdurre le basi elementari del metabolismo osseo.

IL METABOLISMO OSSEO

Le ossa sono composte da cellule, fibrille e minerale.
Tra le principali cellule ossee troviamo gli osteoblasti, che hanno la funzione di sintetizzare la struttura dell’osso, gli osteociti che mantengono il funzionamento del tessuto e gli osteoclasti che distruggono la struttura. Questo avviene perché il tessuto osseo, così come tutti gli altri tessuti corporei, viene costruito, distrutto e sostituito più volte nell’arco della nostra vita.

Le diverse cellule dell’osso e la loro funzione

La copertura delle fibrille è costituita da idrossilapatite, che altro non è che un minerale composto a sua volta dal 60% di calcio, 30% di fosforo e circa il 10% di ossigeno e idrogeno. Questo minerale è possibile vederlo sotto forma di roccia in Norvegia.

Il minerale dell’idrossiapatite come si presenta in natura

Riassumendo l’osso è così composto: 70% di sostanza minerale (idrossilapatite, magnesio, potassio, fosforo e cloro) e 30% di sostanza organica (collagene e cellule ossee).
Il calcio è possibile introdurlo nell’organismo tramite l’alimentazione quotidiana: latte, formaggio, verdura verde a foglia larga, rucola, soia, mandorle, melassa, semi di chia e di lino, quinoa, broccoli, erbe e aromi.

Nell’organismo il calcio mineralizzato è presente con una quota del 98% nelle ossa e contiene un pool labile ovvero rapidamente scambiabile e disponibile e un pool stabile che funge da scorta. Il calcio è anche circolante nel sangue in una quota dell’1%, di cui il 40% è attivo, il 50% è legato a proteine (albumina) e a fosfati in forma inattiva. Infine c’è ancora una quota dell’1% di Calcio Extra e Intra cellulare.
Anche il fosforo è possibile introdurlo nel corpo ogni giorno con il cibo: pesce, latte, formaggio, uova, carne rossa, semi di zucca, semi di girasole, anacardi, pinoli secchi, amaranto, noci, farina di segale, mandorle, quinoa, pistacchi.
L’80% del fosforo è contenuto nel tessuto scheletrico e la restante parte nel tessuto muscolare e nei liquidi organici. Il fosforo viene assorbito con gli alimenti e in gran parte eliminato per via urinaria. Il suo metabolismo è strettamente correlato a quello del calcio ed è regolato dal paratormone (PTH), dalla calcitonina e dalla vitamina D.
La vitamina D si sviluppa essenzialmente dall’esposizione solare. E’ importantissimo esporsi al sole, con le dovute precauzioni e si può assumere vitamina D con l’alimentazione: formaggi grassi, olio di pesce, uova, aringa, merluzzo, salmone, sardine, sgombro, tonno, crostacei, molluschi.

VALORI DI RIFERIMENTO Uomo/Donna:

Ca Totale: (8.5-10.5) mg/dL
Ca Ionizzato: (4.4-5.4) mg/dL

Fosforo: (3.0-4.5) mg/dL

25-OH Vitamina D3:
> 30 ng/mL (70-80 nmol) = Normale
12-30 ng/mL (40-70 nmol) = Insufficiente
5-12 ng/mL (20-40 nmol) = Deficit, Carenza
< 5 ng/mL (<20 nmol) = Severa Carenza

 

OSTEOPOROSI

L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro, caratterizzata da ridotta massa minerale e deterioramento microstrutturale del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità dell’osso e un maggior rischio di fratture.
In Italia si stimano 5 milioni di persone affette, di cui l’80% sono donne in post-menopausa. Ogni anno si verificano 80.000 fratture di femore.
I siti di frattura più frequenti sono: femore, omero prossimale, vertebre, polso e caviglia.
L’osteoporosi è uno stato carenziale dell’osso e si manifesta quando si perde troppo tessuto osseo o se ne produce troppo poco o le due condizioni insieme. Come risultato le ossa diventano fragili e possono rompersi con una caduta o, nei casi più gravi, anche a seguito di azioni semplici, come starnutire o sbattere contro mobili.
Osteoporosi significa “ossa porose”. Se si guarda il tessuto osseo sano al microscopio, si osserva che parti di esso hanno l’aspetto di un nido d’ape. Se avete l’osteoporosi, i fori e gli spazi del nido d’ape sono molto più grandi di quanto non siano in un osso sano.

A sinistra un osso sano, a destra un osso porotico, quindi più fragile

L’osteoporosi è spesso denominata una “malattia silenziosa”, perché non si possono sentire le ossa sempre più deboli. La frattura è spesso il primo segno di osteoporosi oppure si può notare che la parte superiore della schiena è curva in avanti. Se si verifica perdita di altezza o la colonna vertebrale è curva, la malattia può essere già in uno stadio avanzato.
Con il termine “massa ossea” si intende un indice che misura la quantità di minerali presente nel nostro scheletro. Intorno ai 20-25 anni si raggiunge l’assetto definitivo dell’osso.
Il picco di massa ossea si raggiunge intorno ai 16-18 anni per le femmine e 20-22 anni per i maschi.
La perdita di massa ossea inizia tra i 35-45 anni nelle donne e tra i 40-50 anni nell’uomo.
Con la menopausa accresce la perdita di massa ossea nelle donne a seguito della ridotta secrezione di estrogeni da parte delle ovaie.
La MOC o mineralometria ossea computerizzata è lo strumento con cui si misura la massa ossea. In linea generale si può dire che più la massa ossea è alta, più l’osso è robusto. Per esempio si calcola che in una donna di 50 anni con massa ossea normale e con normali prospettive di vita, il rischio di avere in futuro una frattura di osteoporosi è del 13%. Se la sua massa ossea è bassa, il rischio raddoppia. Quindi valutare in termini quantitativi la componente minerale dell’osso e la sua variazione nel tempo permette di diagnosticare la presenza o meno di osteoporosi, e il rischio di svilupparla in futuro.
Esistono dei fattori di rischio per l’osteoporosi. Si distinguono in fattori di rischio immodificabili e modificabili.
I fattori di rischio a cui non si può porre rimedio sono i seguenti: famigliarità, menopausa, avere più di 50 anni, essere donna, esilità, basso peso corporeo.
Invece i fattori di rischio modificabili e su cui è possibile lavorare sono: insufficienza di calcio e vitamina D, scarso apporto di frutta e verdura, regime alimentare troppo proteico, ricco di sale e caffè, vita sedentaria, fumo e alcool.
L’esercizio fisico regolare è un cardine nei programmi di intervento nella gestione dell’osteoporosi in quanto aumenta la massa ossea, riduce il consumo di analgesici, aumenta l’abilità funzionale nelle attività quotidiane e migliora la qualità della vita. Infatti il peso del corpo unito alla forza di gravità stimola positivamente la calcificazione. Sono molto utili esercizi di carico come camminare, ballare, ginnastica dolce in acqua e fare le scale.
Gli esercizi di resistenza rafforzano la muscolatura e prevengono il rischio di cadute. Gli esercizi posturali di balance sono utilissimi, in quanto riducono il rischio di fratture, migliorando l’equilibrio e l’allineamento del corpo. Possono essere dannosi esercizi di rotazione del tronco e le flessioni, in quanto aumentano il rischio di fratture vertebrali.

La sintomatologia nell’osteoporosi è generalmente assente, in quanto il dolore subentra solo al momento della frattura e non preventivamente. Solo in rari casi alcuni pazienti accusano dolore da affaticamento, quando stanno in posizione eretta. Il dolore nelle fratture vertebrali, ovvero lo schiacciamento più o meno accentuato del corpo vertebrale, si percepisce in modo violento. Il dolore non passa in alcuna posizione ed in genere è localizzato nella parte interessata, ma può anche estendersi in base al nervo spinale coinvolto. La guarigione totale avviene nell’arco temporale di 2-4 mesi. Quanto appena descritto riporta cosa significa soffrire di dolore acuto nell’osteoporosi.

Insieme a quest’ultima ci possono essere altre condizioni, che portano ad una cronicizzazione del dolore.
Esistono diversi modi per cercare di affrontare meglio la convivenza da dolore cronico:
– accettarsi
– gioire dei propri miglioramenti
– programmare la vita laddove è possibile
– non isolarsi
– fare attività piacevoli
– farsi aiutare (supporto)
– pazienza

 

Articolo redatto da Elisa dott.ssa Pratiffi durante la manifestazione “Dolore: istruzioni per il non uso – seconda edizione” tenutasi a Cermenate (CO)

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