NUTRIZIONE E INFIAMMAZIONE

NUTRIZIONE, INFIAMMAZIONE E DOLORE

Negli ultimi anni si parla sempre più dell’alimentazione e dell’importanza che essa riveste
nella prevenzione delle malattie.
È davvero così importante l’alimentazione? Quali sono le abitudini errate?
Per iniziare si può parlare di NUTRIGENOMICA, una parola che indica la combinazione
della nutrizione e della genetica. I nutrienti (proteine, carboidrati, grassi, vitamine) sono
utilizzati dal corpo e possono influenzare l’espressione di alcuni geni presenti nel DNA, così
come i geni possono influenzare la risposta dell’organismo ai nutrienti.
Occorre sapere che lo stile di vita e le abitudini alimentari, nel corso degli ultimi decenni, è
profondamente cambiato in quanto è diminuito molto il consumo calorico (minor attività
fisica e ambienti termicamente più protetti) e si mangiano meno frutta, verdura, pesce con
frequenti spuntini a base di “cibo spazzatura”.
Le varianti dei geni, che possono venir favorite dall’alimentazione, interessano soprattutto
alcune sostanze che favoriscono l’infiammazione come l’interleuchina 6 (IL-6), il fattore di
necrosi tumorale (TNF) e la proteina C-reattiva (PCR). Alti livelli di queste sostanze fanno
si che l’infiammazione si protragga oltre il tempo necessario, aumentando così la
possibilità che l’individuo sviluppi malattie infiammatorie, asma, allergie, intolleranze.
L’eccesso di grasso corporeo favorisce anch’esso l’infiammazione e tante patologie cardiovascolari.

Il grasso corporeo favorisce il rilascio di molte sostanze infiammatorie

Tra i vari processi il meccanismo infiammatorio ha un’azione anche sulle articolazioni
portando verso una cronicizzazione dell’infiammazione, che sarebbe causa di artrosi e
anche di dolore.

L’infiammazione è in grado di far degenerare un’articolazione in maniera relativamente rapida

In che modo l’alimentazione può prevenire le malattie a carico dello scheletro e delle
articolazioni ?
Ecco di seguito i principali fattori che favoriscono i processi dannosi all’organismo:

  • Eccesso di zuccheri raffinati presenti in biscotti, gelato, dolci, pane bianco, farine
    bianche
  • Eccesso di grassi dannosi nelle carni rosse, alcuni formaggi, margarina, grassi
    idrogenati
  • Scarso apporto di fibre e vegetali freschi
  • Scarso apporto di grassi sani presenti nel pesce, olio extravergine di oliva, noci e
    nocciole
  • Inadeguato apporto di vitamine e Sali minerali

GLI ZUCCHERI O CARBOIDRATI
Un nutriente fondamentale della dieta sono i carboidrati. Essi si differenziano tra loro in
base alla loro capacità di innalzare il livello della glicemia e quindi di stimolare la
produzione di insulina. Va ricordato che alti livelli di insulina sono stati associati ad alti
livelli di indici infiammatori nel sangue (tra cui PCR e IL-6).
La diversa capacità di innalzare la glicemia di un alimento è chiamata INDICE GLICEMICO.

Esso è classificato in 3 categorie:
 BASSO < 50 mg/dl
 MEDIO >50 < 70 mg/dl
 ALTO > 70 mg/dl
Gli elementi a basso indice glicemico non stimolano l’insulina.

L’indice glicemico medio di alcuni alimenti

Selezionando gli alimenti a basso indice glicemico e riducendo le quantità di carboidrati
introdotti è possibile diminuire l’infiammazione, ridurre il rischio di obesità e di diabete.
Le malattie reumatiche e la psoriasi sono fortemente influenzate da elevati livelli di
insulina nel sangue.

I GRASSI
Esistono principalmente quattro categorie di grassi:

  1.  Saturi
  2.  Monoinsaturi
  3.  Polinsaturi omega-3
  4.  Polinsaturi omega-6

I grassi “buoni” sono quelli mono e polinsaturi, contribuiscono alla diminuzione
dell’infiammazione e sono contenuti nell’olio extravergine di oliva, nell’olio di lino, nella
frutta secca e nel pesce.
I grassi “nocivi”che sono quelli saturi e idrogenati che contribuiscono all’infiammazione
sono contenuti soprattutto nei formaggi, nella carne e nelle margarine.

Perché i grassi sono fondamentali per l’organismo? Perché essi costituiscono soprattutto le
membrane di tute le cellule presenti nel corpo umano. Una membrana composta da grassi
sani svolge correttamente la sua funzione, una membrana composta di grassi nocivi si
danneggia, favorisce l’infiammazione e la produzione di radicali liberi.

Una membrana cellulare in cui si vede come le teste gialle siano costituite dagli acidi grassi e la qualità di questi ultimi contribuisce alla loro stabilità

È fondamentale anche bilanciare le quantità di grassi omega-3 e omega-6, dove solitamente
gli ultimi sono in eccesso.

Abitualmente la dieta fa introdurre molti omega-6 e pochi omega-3. Per le membrane cellulari è importante la giusta quantità di omega-3

È possibile valutare la composizione dei grassi che compongono le cellule tramite il Fat
Profile, in modo da sapere se ci sono squilibri di membrana ed evidenziare il bilanciamento
tra i diversi tipi di acidi grassi.

LE PROTEINE
Le proteine sono fondamentali nella dieta poiché contribuiscono ad apportare gli
amminoacidi, cioè i mattoni del nostro corpo.
Per garantire nel tempo il mantenimento di una buona massa magra è importante
assumere una quantità di proteine pari a 1/1,5 g per kg di peso ideale e con una buona
qualità.

Questo garantisce nel tempo una diminuzione del rischio di sarcopenia (perdita di massa
muscolare magra) che sarebbe alla base di molti problemi nelle persone over 65 tra cui la
riduzione della mobilità e la capacità di mantenere un buon stato di salute.

In conclusione si può dire che ogni individuo possa avere una predisposizione genetica alle
malattie infiammatorie. Questa predisposizione associata ad uno scorretto regime
alimentare può far innescare la patologia vera e propria.
Bilanciando correttamente la dieta si può fare molto per prevenire molti tipi di malattie.

 

Articolo redatto sulla base della relazione di Roberto dott. Maugeri tenuta durante la manifestazione “Dolore: istruzioni per il non uso – 2 edizione” svoltasi a Cermenate (CO)

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