PICCOLE SUGGESTIONI PER GESTIRE IL DOLORE

Il dolore è un problema molto diffuso. Solo in Italia si stima che 1 persona su 5 soffra di dolori cronici (circa 12 milioni) e ogni anno vengono spesi circa 11 miliardi di euro in visite e terapie.
In Europa il dolore cronico colpisce circa 100 milioni di persone, con una prevalenza del 50% nella popolazione anziana.
Questi dati dicono con chiarezza quanto il dolore e, in particolare quello cronico, sia una vera piaga sociale e come tale vada trattato, perché le persone possano avere una qualità di vita più elevata.
Si è introdotto cosa sia il dolore (introduzione al dolore), come sia importante la farmacologia, ma che esistono anche diversi sistemi e mezzi per migliorare la condizione dolorosa, anche integrando i farmaci.
In questo articolo vorrei inquadrare alcuni degli aspetti che vengono coinvolti nelle persone che soffrono e quindi dare anche qualche indicazione concreta su come iniziare a gestire il dolore.

Una delle prime componenti che viene colpita nelle persone con dolore è il movimento. È normale che in seguito ad un trauma o ad un dolore, il cervello decida di non farci muovere la parte del corpo coinvolta. Se la situazione si prolunga eccessivamente, si può andare incontro ad una vera e propria paura del movimento, che prende il nome di kinesiofobia. Il fatto è che questa paura può continuare ben oltre la fine dello stimolo doloroso (ossia quando l’origine del dolore è sparita) e condizionare il movimento, magari senza che ce se ne renda conto.
Potrebbe essere così importante soffermarsi un po’ su questo aspetto. Qui ci si ricollega alla capacità di sentire il proprio corpo (interocezione) e in particolare alla sensibilità di “sentire” muscoli e articolazioni (propriocezione).
Per fare questo passaggio è necessario fermarsi ad ascoltare il proprio corpo.

 

Ti propongo a questo scopo un piccolo esercizio di consapevolezza per la colonna lombare.

  • Sdraiati (meglio su un piano duro) con le ginocchia flesse, in modo da appoggiare le piante dei piedi. Inizia a percepire come è l’appoggio della tua colonna lombare: c’è spazio? Un lato è più aderente dell’altro? Tutto il tratto appoggia?
  • Ora prendendo una palla morbida (di gommapiuma), puoi metterla al centro dell’osso sacro. La palla non deve dare fastidio.
  • Puoi iniziare a basculare il bacino avanti e indietro lentamente, lasciando che la tua attenzione rimanga sulla colonna lombare, in maniera da sentire cosa succede durante questo movimento.
  • Quando senti di fare il movimento in modo abbastanza fluido e piacevole, puoi fare dei movimenti laterali del bacino, verso destra e sinistra, ascoltando il corpo. Ripeti il movimento lentamente e finché ne hai voglia.
  • Ora, facendo in modo che la palla rimanga il centro del tuo cerchio, disegna con il bacino un orologio, lentamente, in senso orario e poi antiorario, notando le differenze, nel movimento tra i due lati, le difficoltà e la facilità incontrate e via così.

Come risponde il tuo corpo a tutto questo? Cambia il dolore durante l’esercizio? Se sì, in che modo?

 

Un altro aspetto, importante per gestire il dolore può essere il respiro. Attraverso il respiro si può portare rilassamento al corpo, si può diminuire lo stato di stress, modulare l’intensità delle nostre emozioni.

 

Ecco un altro piccolo esercizio, che in cinque minuti, può aiutarti.

  1. Stenditi e porta l’attenzione al tuo respiro.
  2. Una mano può essere appoggiata sulla pancia, l’altra sulla parte laterale della gabbia toracica, per aiutarti a sentire i movimenti del tuo corpo durante la respirazione.
  3. Il tuo respiro è ora mantenuto attraverso il naso, sia durante la fase di inspirazione che durante la fase di espirazione.
  4. Gradualmente il respiro si fa lento e profondo, senza alcun tipo di forzatura.
  5. Puoi sentire che il ventre si gonfia durante l’inalazione e si sgonfia nel momento in cui l’aria esce.
  6. Ripeti il movimento per 10 o 15 volte.

Come è stato praticare l’esercizio? Come ti senti ora che sei giunto al termine?

Questi esercizi, brevi e semplici hanno lo scopo di aiutare a gestire il dolore, attraverso un contatto “diverso” con il proprio corpo e quindi anche con la propria parte dolente.

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